Associazione Giardino Freudiano
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Giardino Freudiano è un laboratorio di lettura e scrittura, promuove la ricerca, lo studio e il confronto sulle teorie psicoanalitiche nell’intersezione con differenti ambiti del sapere e della cultura tra i quali la scienza e l’arte, che a vario titolo partecipano all’opera di civiltà.
Il lavoro psicoanalitico, lo studio, la scrittura, la ricerca quanto lo scambio ed il confronto, caratterizzano lo stile dell’Associazione. Le finalità si attuano attraverso l’organizzazione e la partecipazione a gruppi di studio, seminari, conferenze, convegni, pubblicazioni, presentazioni di libri, collaborazioni con associazioni ed enti nazionali e internazionali ed altre iniziative connesse con le finalità.
Le attività fondano Giardino Freudiano in quanto permettono di dare espressione al movimento psichico. Questo movimento si traduce anche nel criterio dell’itineranza: l’Associazione lavora in varie città tra le quali Padova, Vicenza e Bassano del Grappa.
Accogliere la provocazione che giunge dalla curiosità intellettuale per dare rilancio alla domanda che la sostiene indica la posizione etica di Giardino Freudiano. Lo scopo dell’Associazione è creare le condizioni perché ciascuno individui il suo percorso di ricerca e testimoni della propria elaborazione teorica. L’Associazione non ha fini di lucro.

 

La pulsione in Jacques Lacan

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Sabato 9 aprile alle ore 16,00

Incontro con Luigi Burzotta, psicoanalista a Roma

a partire dal seminario XI, I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, di J.Lacan, cap. 13-14-15

Vicolo San Benedetto, 5 – Padova

 

APPASSIONATAMENTE: LETTURE E SCRITTURE

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Appassionatamente

   

Il femminile tra letteratura e psicanalisi - Vicenza 13/11/15

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Lo sguardo della maschera

Venerdì 13 novembre - ore 18.00

Conversazione a partire dal libro
Lo sguardo della maschera
Psicanalisi e Arte poetica
di Luigi Burzotta

 

Arte, psicoanalisi, cultura: la corruzione del linguaggio - Gruppo di studio

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Quando sentiamo parlare di “corruzione” le prime cose alle quali pensiamo possono essere la corrosione del tempo, la perdita dell’integrità fisica e morale, gli atti illeciti. Tuttavia da diversi anni si comincia a parlare di un altro tipo di corruzione, da alcuni denominata “manomissione delle parole” (ma è già del 1947 un saggio di V. Klemperer sul linguaggio del Terzo Reich), cioè l’utilizzo del linguaggio e di alcune parole in modo da limitare e indirizzare il significato in una certa direzione. Sono le parole della propaganda, di qualsiasi tipo sia, anche pro-positiva. Parole e stili linguistici che, entrando nella comunicazione, partecipano alla trasformazione culturale, producendo effetti sociali ed economici. Tanto che molti pensano come Octavio Paz che: “Un paese si corrompe quando si corrompe la sua sintassi”, che l’economia non si regge semplicemente sullo scambio di merci ma anche su quello di parole e molto dipende dalla qualità di queste.

   

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Copertina Lo sguardo della maschera

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