Associazione Giardino Freudiano
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Giardino Freudiano è un laboratorio di lettura e scrittura, promuove la ricerca, lo studio e il confronto sulle teorie psicoanalitiche nell’intersezione con differenti ambiti del sapere e della cultura tra i quali la scienza e l’arte, che a vario titolo partecipano all’opera di civiltà.
Il lavoro psicoanalitico, lo studio, la scrittura, la ricerca quanto lo scambio ed il confronto, caratterizzano lo stile dell’Associazione. Le finalità si attuano attraverso l’organizzazione e la partecipazione a gruppi di studio, seminari, conferenze, convegni, pubblicazioni, presentazioni di libri, collaborazioni con associazioni ed enti nazionali e internazionali ed altre iniziative connesse con le finalità.
Le attività fondano Giardino Freudiano in quanto permettono di dare espressione al movimento psichico. Questo movimento si traduce anche nel criterio dell’itineranza: l’Associazione lavora in varie città tra le quali Padova, Vicenza e Bassano del Grappa.
Accogliere la provocazione che giunge dalla curiosità intellettuale per dare rilancio alla domanda che la sostiene indica la posizione etica di Giardino Freudiano. Lo scopo dell’Associazione è creare le condizioni perché ciascuno individui il suo percorso di ricerca e testimoni della propria elaborazione teorica. L’Associazione non ha fini di lucro.

 

venerdì 13 aprile 2012

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Incontro con la parola poetica

TRA•DIS•CO
trame di disprezzo coerente e licantropo
(Book Editore)

Dialogano con i partecipanti:
Nina Nasilli, poetessa
Massimo Scrignoli, poeta ed editore
Maria Concetta Pinto, psicoanalista 


L’incontro si tiene alle ore 18,00 presso lo spazio VOLL – via Luca Della Robbia, 19 (secondo piano) – Vicenza. Per info 348 60 83 593 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Giardino Freudiano in collaborazione con spazio VOLL propone un dialogo intorno alla raccolta poetica di Nina Nasilli: TRA•DIS•CO trame di disprezzo coerente e licantropo, Book Editore, 2010.
TRA•DIS•CO già nella sua divisione in sillabe suggerisce l’uso preciso di una struttura, ciascuna delle tre sillabe infatti apre una sezione e connota la prima parola di ogni poesia. Apparentemente restrittiva, questa struttura libera la parola introducendo una molteplicità di sensi e suoni e una leggerezza del verso che lascia sorpresi.
In una nota l’autrice scrive: “Tradisco è il desiderio, è insinuare l’amante che c’è dietro la parola, e che non è sempre carne, ma sempre sa essere la vita altra della poesia in cui è possibile – appunto! – alter-arsi restando se stessi”. Dire è una funzione che oggi si evita per non incontrare l’alterità data dalla parola; ci perdiamo in chiacchiere credendo di semplificare la vita. Il poeta dice del suo anelito a un godimento senza fine (di giorno e di notte / per sempre estasiare), ai limiti della follia, e proprio mentre scrive trova qualcosa di differente poiché “estasiare” – etimologicamente rimanda a “uscire fuori di sé” –  lo porta oltre i limiti conosciuti dall’ io.







   

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